La storia del limoncello: origini, aneddoti e curiosità

Il limoncello è una bevanda alcolica dolce al gusto di limone tipico della tradizione campana e, in particolare, della penisola sorrentina. È incluso nell’elenco dei P.A.T. (Prodotti agroalimentari tradizionali) ed è largamente diffuso ed apprezzato non solo in Campania ma anche nel resto d’Italia. Nel nostro approfondimento, vediamo come prepararlo in casa e qual è la storia secolare di questo prodotto divenuto celebre anche al di fuori dei confini nazionali.

 

La ricetta: come si fa il limoncello

Il procedimento per produrre in casa un buon limoncello è estremamente semplice. È sufficiente avere a portata di mano i seguenti ingredienti:

  • cinque limoni di grandi dimensioni, possibilmente biologici. Le varietà utilizzate tradizionalmente sono quelle originarie della penisola sorrentina, ovvero lo ‘sfusato’ amalfitano o il cosiddetto ‘ovale’ di Sorrento (che si fregia della denominazione IGP). In alternativa, si può optare per dei buoni limoni di stagione non trattati;
  • zucchero (600 grammi);
  • alcool puro al 95% (500 ml);
  • acqua (750 ml).

 

Per quanto riguarda il procedimento, ecco quali sono i passaggi da seguire:

  • lavare i limoni sotto l’acqua corrente, avendo cura di eliminare residui di sporco, polvere e altre impurità, soprattutto se il frutto ha una scorza particolarmente porosa e butterata;
  • asciugare i limoni con un panno pulito;
  • sbucciare i limoni con un pelapatate; va asportata soltanto la parte gialla, evitando invece di rimuovere anche l’albedo (la parte bianca più interna), in quanto potrebbe conferire un retrogusto amaro alla bevanda;
  • versare l’alcool in un contenitore a chiusura stagna e mettere le bucce di limone a macerare per una trentina di giorni, in un luogo fresco e asciutto, a riparo dalla luce del sole e da fonti di calore;
  • trascorsi 30 giorni di macerazione, occorre preparare lo sciroppo con acqua e zucchero. Per fare ciò occorre un pentolino o una casseruola con manico, come quello ACTUAL da 16 cm disponibile con la raccolta punti di EnergiAzzurra;
  • quando ha raggiunto il punto di ebollizione, lo sciroppo va trasferito in un barattolo o un recipiente, e lasciato raffreddare;
  • versare lo sciroppo nel contenitore con le bucce di limone macerate nell’alcool;
  • mescolare il composto e lasciare a riposo per almeno 40 giorni, così che tutti gli ingredienti possano legarsi tra loro;
  • trascorsi i 40 giorni, il limoncello è pronto: basta separare le bucce di limone dal composto, servendosi di un colino. A questo punto la bevanda può essere imbottigliata e messa in congelatore un paio d’ore prima di essere consumata.

 

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Breve storia del limoncello

Le origini della bevanda sono piuttosto difficili da rintracciare; esistono, infatti, diverse versioni relative alla nascita del limoncello, nessuna delle quali documentata in maniera certa. Curiosamente, il termine stesso sembra essere piuttosto antico, anche se probabilmente indicava una varietà di limoni di dimensioni contenute; in un testo di fine Seicento, ad esempio, viene menzionato il ‘sugo di limoncello’, come ingrediente per uno sciroppo taumaturgico a base di coralli del Quercetano. In un documento coevo (‘L’economia del cittadino in villa’, del 1674), appare una ricetta per preparare i limoncelli canditi. Negli Annali Universali di medicina, un volume edito nel 1831, invece, si fa riferimento ad una “acqua di limoncello”. Quest’ultimo viene definito come “una specie di piccol limone”, del quale esistono “diverse qualità”; il suo succo, unito al “carbonato di potassa”, risulta essere un “eccellente antiemetico”.

Le prime tracce di un liquore a base di limone risalgono all’inizio del Novecento. La bevanda sarebbe nata a Capri dove Maria Antonia Farace curava un florido agrumeto. Suo nipote, nel dopoguerra, avvia un’attività di ristorazione, la cui specialità è un liquore di limone fatto seguendo la ricetta della nonna; il pronipote della signora Farace, Massimo Canale, è il primo a depositare il marchio ‘limoncello’ nel 1988.

Al contempo, anche Sorrento e Amalfi rivendicano la paternità del limoncello. Pare, infatti, che le famiglie nobili della penisola sorrentina fossero solite offrire ai propri ospiti un liquore di limoni; ad Amalfi, invece, si rimanda la tradizione del limoncello direttamente alla secolare attività di coltivazione dei limoni. Secondo un’altra versione, il liquore esisterebbe fin dai tempi dei Saraceni, e veniva spesso utilizzato dai pescatori per combattere il freddo prima di uscire in mare di mattina presto.

Curiosità: il limoncello è molto conosciuto anche negli Stati Uniti, grazie anche ad un’ampia comunità italo-americana, inclusa quella delle star del cinema. Nel 2006, ospite di uno show televisivo, un Danny DeVito visibilmente alticcio incolpò “i sei o sette limoncelli” offertigli la sera prima da George Clooney.

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