Victor Osimhen, la storia dell’attaccante mascherato

Protagonista dello storico terzo scudetto del Napoli vinto lo scorso anno, Victor Osimhen è uno degli attaccanti più prolifici del campionato italiano di Serie A. Nigeriano, classe ‘98, è attualmente alla quarta stagione in maglia azzurra, con la quale ha quasi raggiunto le 100 presenze ufficiali. Come quella di molti altri calciatori di origine africana, quella di ‘Osi’ è anzitutto una storia di riscatto, di fuga dalla povertà culminata con l’alloro tricolore e il più recente titolo di “Calciatore africano dell’anno” 2023.

L’infanzia e gli esordi nel calcio professionistico

Victor Osimhen muove i primi passi nel mondo del calcio a Lagos, sua città natale, tra le fila dell’Ultimate Strikers Academy; attira poi l’attenzione degli osservatori europei nel 2015, quando guida la propria nazionale alla conquista del Mondiale Under 17 giocato in Cile tra ottobre e novembre: segna almeno un gol in ciascuna delle sette partite disputate, totalizzando 10 reti in tutto e aggiudicandosi anche il titolo di capocannoniere del torneo.

L’exploit non passa inosservato e gennaio il giovane Victor firma un contratto di tre anni e mezzo con il Wolfsburg, club di massima divisione tedesca. L’esperienza in Germania non è particolarmente positiva; la squadra, reduce da un’ottima stagione, fa molta fatica in campionato ed evita la retrocessione in seconda divisione solo agli spareggi. Osimhen colleziona, in tutto, due presenze, nonostante le aspettative; va leggermente meglio durante la stagione 2017-18, durante la quale l’attaccante scende in campo complessivamente per 12 volte, senza però mai trovare il gol.

In estate, nonostante i problemi legati ad un attacco di malaria, Osimhen lascia la Germania e si trasferisce in Belgio, per giocare in prestito allo Charleroi. L’esperienza con Le Zebre è molto positiva, non solo per i 20 gol in 36 gare (tra campionato e coppa nazionale) ma anche per la fiducia ritrovata: “In Germania è stata dura per via delle aspettative elevate” – spiega in una intervista a BBC Sport – “alcuni hanno cominciato a dubitare di me e anche io ho iniziato ad avere dei dubbi; allo Charleroi ho ritrovato la felicità”. A fine stagione il club belga esercita il diritto di riscatto, per poi cedere Osimhen ai francesi del Lille nel corso della sessione estiva del calciomercato.

Dal Lille al Napoli: un trasferimento record

L’attaccante nigeriano veste la casacca dei Mastini di Francia per una sola stagione (2019-2020), mettendo assieme 18 gol in 38 presenze, tra Ligue 1, Champions League e coppe nazionali francesi. Tanto basta per convincere il Napoli a sborsare la somma record di 75 milioni di euro per aggiudicarsene le prestazioni.

La prima annata in azzurro è contrassegnata da un non facile ambientamento, con soltanto 10 gol in 30 presenze; la prima rete con la maglia del Napoli arriva alla quarta giornata di campionato, nel 4-1 interno contro l’Atalanta. A novembre, lo stiramento subito in Coppa d’Africa e il successivo problema alla spalla lo costringono a stare lontano dai campi per circa due mesi; Osimhen ritrova il gol solo a marzo, in casa contro il Bologna, per poi segnare segnare con regolarità nelle giornate successive; ciò nonostante, il Napoli chiude al 5° posto in classifica e non si qualifica per la Champions League.

Spalletti, la ‘maschera’ e lo scudetto

A causa del rendimento altalenante della stagione precedente, il Napoli cambia allenatore, affidando la guida tecnica a Luciano Spalletti. Anche stavolta, Osimhen ci mette un po’ a sbloccarsi: il 16 settembre firma la doppietta che consente agli azzurri di pareggiare (2-2) in rimonta in casa del Leicester in Europa League, poi segna il primo dei 4 gol che il Napoli rifila all’Udinese in trasferta; l’attaccante concede il bis tre giorni dopo a Genova contro la Sampdoria, siglando una doppietta.

La stagione di Victor svolta, in negativo, a San Siro, dove il 21 novembre è in calendario Inter – Napoli, valida per la 13esima giornata di Serie A. La partita è combattuta e, a tratti, piuttosto nervosa; ad inizio secondo tempo, Osimhen cerca di colpire di testa un cross alto di Mertens ma ha la peggio in uno scontro con il difensore interista Milan Skriniar e riporta fratture ossee multiple nella zona sottostante l’occhio sinistro, visibilmente gonfia all’uscita del giocatore dal campo. “Per giorni non sono riuscito a dormire, né a mangiare per via del dolore” – ha ricordato l’attaccante in un’intervista ad un’emittente nigeriana ripresa da Fanpage – “ma ho stretto i denti e lottato dalla voglia che avevo di tornare in campo”, e ancora adesso non è semplice, ho tipo diciotto viti sulla mascella“. Osimhen è costretto a sottoporsi ad un complicato intervento chirurgico, che dura più di tre ore, con successivi tre mesi di prognosi. È in questo momento che nasce la ‘maschera’ che ha reso l’attaccante nigeriano una vera e propria icona: realizzata in kevlar e carbonio, è resistente agli urti ma, al contempo, leggera e flessibile.

Dopo l’infortunio, Osimhen torna in campo in tempi record, dopo meno di due mesi; il primo gol ‘mascherato’ lo segna al Venezia, con un imperioso stacco di testa, il 6 febbraio. Fino al termine della stagione segna altri 8 gol, che aiutano il Napoli ad ottenere il terzo posto finale in classifica. 

Per il campionato 2022/23, concluso con la sorprendente vittoria dello scudetto, ‘Osi’ indossa una maschera diversa, leggermente più compatta: come un talismano, ha accompagnato il bomber di Lagos in tutte le esultanze, fino a quella liberatoria del gol decisivo in casa dell’Udinese, nel match che ha regalato il tricolore alla squadra azzurra dopo 33 anni. Non sorprende, quindi, come la ‘maschera di Osimhen’ sia diventato ormai un gadget immancabile sugli spalti dello stadio Diego Armando Maradona, così come le magliette azzurre con il numero 9 e gli altri protagonisti dello scudetto, che i tifosi possono aggiudicarsi anche grazie alla raccolta punti di Energiazzurra.

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