Quando il Napoli conquistò l’Europa: il cammino vincente in Coppa UEFA

La storia del Napoli, a livello europeo, è stata spesso costellata da cocenti delusioni e grandi imprese soltanto sfiorate. Persino durante il ‘regno’ di Diego Armando Maradona gli azzurri hanno faticato ad invertire una tendenza mai troppo favorevole nelle competizioni internazionali. Con una sola, splendida, eccezione: la vittoria in Coppa UEFA al termine della stagione 1988/89. Riviviamo tutte le tappe dello storico successo del club partenopeo, dal primo turno eliminatorio fino alla finale di Stoccarda.

 

Primo turno: oltre la ‘Toumba’ di Salonicco

Il cammino europeo del Napoli inizia mercoledì 7 settembre 1988 allo Stadio San Paolo, contro i greci del PAOK Salonicco. Dopo una prima mezz’ora piuttosto sonnolenta, gli azzurri cingono d’assedio la porta difesa da Gitsioudis ma soltanto ad inizio ripresa riescono a passare in vantaggio: Careca (falciato in area da Mitoglou) guadagna il calcio di rigore trasformato da Maradona per l’1-0 finale.

Un mese dopo (il 6 ottobre), è in programma la gara di ritorno a Salonicco. L’atmosfera allo stadio “Toumba” è a dir poco incandescente ma al primo affondo il Napoli segna: assist di Maradona per Careca che fulmina il portiere per lo 0-1 al 17° minuto. I padroni di casa reagiscono, sfiorano il pari – decisivo Giuliani in più di una circostanza – ma concedono molte occasioni in contropiede, prima di agguantare il pari con il colpo di testa di Skartados al 65°. Poco dopo cominciano a piovere bottiglie dagli spalti (“Il Napoli resiste nel caos di Salonicco” titola Repubblica il giorno dopo) ma la gara prosegue, con i due portieri sugli scudi: il risultato non cambia, e il Napoli avanza ai sedicesimi di finale.

 

Secondo turno: il bis di Francini piega la Lokomotiv Lipsia

Archiviato il doppio confronto con il PAOK, inizia il campionato; in Napoli, sconfitto a Lecce alla seconda giornata, reagisce con 8 gol al Pescara, prima di riprendere il percorso europeo in Germania Est: il 26 ottobre 1988 gli azzurri sono di scena in casa della Lokomotiv Lipsia. La squadra di Ottavio Bianchi resiste agli assalti dei gialloblu, grazie soprattutto alle parate del portiere Giuliani, battuto solo dall’incornata di Zimmerling al 69’. Il vantaggio della Lokomotiv, però, dura solo quattro minuti: al 73’ Francini si avventa su un cross di Corradini e insacca in tuffo di testa il gol dell’1-1. La gara di ritorno è assai più agevole per gli azzurri: ancora Francini concede il bis e apre le marcature dopo due minuti; il Napoli controlla e al 61’ chiude la pratica con l’autorete del mediano Scholz.

 

Ottavi di finale: rosso Bordeaux

Reduce dalla storica vittoria per 5-3 in casa della Juventus, il Napoli vola a Bordeaux per l’andata degli ottavi di finale. I girondini, che schierano giocatori del calibro di Tigana, Stopyra, Scifo e Ferreri, capitolano quasi subito: Carnevale buca Dropsy con un tiro-cross dalla sinistra dopo soli sei minuti, complice un ‘velo’ di Crippa. Al 56’ le due squadre restano in dieci (espulsi De Napoli e Roche) e Maradona vede annullato il gol del 2-0 per fallo su un difensore. Il ritorno si gioca il 7 dicembre: il Bordeaux resta in 10 uomini dopo appena tre minuti (espulso Thouvenel per fallo su Crippa); il Napoli gestisce la gara e conserva lo 0-0, raggiungendo per la prima volta nella sua storia i quarti di finale di Coppa UEFA.

Coppa Uefa Napoli

 

Quarti di finale: il ‘derby’ italiano con la Vecchia Signora

La cavalcata azzurra riprende il primo marzo 1989 al ‘Comunale’ di Torino, contro la Juventus. I bianconeri, allenati da Dino Zoff, si impongono per 2-0 al termine di una gara molto combattuta. Al 13’, Pasquale Bruno porta in vantaggio la Vecchia Signora con un gran tiro da fuori area; a fine primo tempo, Corradini devia con lo stinco un cross di Rui Barros e regala il raddoppio ai padroni di casa. Nella ripresa accade ben poco: il sogno europeo del Napoli sembra avviarsi ad una mesta conclusione.

Nella gara di ritorno, però, gli azzurri firmano una rimonta leggendaria. Dopo 10’ Maradona batte Tacconi dal dischetto e riapre i giochi; il San Paolo, tutto esaurito, spinge la squadra di Bianchi e già al 45’ la situazione torna in equilibrio, grazie alla fiondata di Carnevale da fuori area che vale il 2-0. Il punteggio non cambia fino al 90’, e si rendono così necessari i tempi supplementari. Quando i rigori sembrano ormai inevitabili, Carnevale affonda sulla destra e crossa al centro, Renica irrompe di testa e fa 3-0 all’ultimo respiro: il Napoli torna in semifinale di una coppa europea dopo dodici anni.

 

Semifinale: Bayern Monaco, il primo ostacolo tedesco

Unica italiana rimasta in lizza, il 5 aprile 1989 il Napoli ospita il Bayern Monaco di Jupp Heynckes per la semifinale d’andata. I bavaresi partono meglio, e serve una gran parata di Giuliani sulla botta ravvicinata di Thon per preservare l’equilibrio; al tramonto del primo tempo, Careca sfrutta un rimpallo favorevole e batte il portiere Aumann. Nella ripresa, dopo aver centrato un palo, Carnevale svetta di testa su un cross dalla destra e infila il 2-0 che virtualmente, consegna la finale al Napoli. 

Il match di ritorno si sblocca nella ripresa: al 61’ Careca appoggia in rete un assist di Maradona; poco dopo pareggia Wohlfarth, a seguito di un’uscita imprecisa di Giuliani. Meno di un quarto d’ora più tardi, Careca si invola in contropiede e sigla il 2-1, cinque minuti prima che Reuter fissi il punteggio sul 2-2 finale.

 

Finale: l’esodo azzurro a Stoccarda

C’è ancora una squadra tedesca sulla strada del Napoli; dopo il Bayern, gli azzurri ospitano lo Stoccarda la sera del 3 maggio 1989 davanti a oltre 81mila spettatori. Le cose, però, non sembrano volgere per il meglio quando, trascorsi appena 17’, Maurizio Gaudino (centrocampista tedesco di origini campane) segna dalla lunga distanza sfruttando un errore di Giuliani. Serve il solito Maradona per ristabilire la parità: il numero 10 azzurro conquista con malizia, e trasforma, il rigore del pareggio al 68’; è lo stesso argentino a servire Careca che, a pochi minuti dal fischio finale, si gira in area e regala la vittoria ai partenopei per 2-1.

17 maggio 1989, Neckarstadion di Stoccarda. Il Napoli, seguito da migliaia di tifosi, è all’appuntamento con la storia: difendere il 2-1 dell’andata per aggiudicarsi la coppa. Quando Alemao si incunea tra i difensori tedeschi e segna lo 0-1, sembra ormai fatta. Il momentaneo pareggio di Klinsmann non destabilizza gli azzurri, che chiudono il primo tempo di nuovo in vantaggio grazie alla girata al volo di Ciro Ferrara. Ancora in contropiede, Careca cala il tris nel secondo tempo, prima della parziale e inutile rimonta dei biancorossi di casa. 

La domenica successiva, in occasione della gara interna contro il Torino (vinta per 4-1), il Napoli festeggia la vittoria assieme ai propri tifosi. La storica cavalcata in Coppa UEFA resta ancora oggi uno dei momenti più belli della storia azzurra, impresso nella memoria dei supporters che l’hanno vissuta dal vivo, mentre le nuove generazioni sperano di poter presto rivivere le stesse emozioni, magari indossando i prodotti ufficiali del club disponibili con la raccolta punti di Energiazzurra.

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